Da Ötzi ai giorni nostri: la storia dei lacci

Di Zoe Klein

La storia dei lacci delle scarpe, dall'Età della Pietra a oggi
  1. oltre 5300 anni fale corde vegetali di Ötzi
  2. 3500 a.C. ca.la scarpa di Areni-1
  3. Antichitàsandali e caligae
  4. XIII secoloocchielli medievali
  5. dal Medioevopuntali
  6. XX secolonylon e poliestere
  7. oggilacci senza nodi

In breve: I lacci accompagnano l'umanità fin dall'Età della Pietra: Ötzi chiudeva le sue scarpe oltre 5300 anni fa con corde di fibra vegetale, la scarpa di cuoio con lacci più antica conservatasi integra proviene dalla grotta di Areni-1, in Armenia (3500 a.C. circa), e le punte che proteggono le estremità del laccio – i puntali – sono documentate già dal Medioevo. Dal cuoio al cotone, fino al nylon, al poliestere e alla plastica riciclata: materiali e sistemi di chiusura non hanno mai smesso di evolversi.

Non si sa con esattezza quando siano stati inventati i lacci, ma ci sono indizi che fossero in uso già nell'Età della Pietra. Poiché i materiali delicati si decompongono in fretta, i lacci si sono conservati solo di rado nei ritrovamenti archeologici. Un'eccezione straordinaria è Ötzi: i suoi abiti e il suo equipaggiamento sono stati ritrovati nel ghiaccio in uno stato di conservazione eccezionale. Ötzi visse oltre 5300 anni fa.

Le scarpe e i lacci di Ötzi

Ötzi indossava calzature robuste a più strati: la suola era di pelle d'orso (con il pelo verso l'interno), la tomaia di cuoio di cervo. All'interno, una rete di corde ricavate dalla fibra del tiglio tratteneva erba secca che serviva da isolamento termico. Le scarpe si chiudevano e si fissavano al piede con corde di fibra vegetale, che facevano le veci dei lacci. Gli esperimenti con le ricostruzioni lo confermano: queste scarpe tengono molto caldo e sono adatte anche a lunghe camminate, pur proteggendo poco dall'umidità.

La scarpa di Ötzi con corde vegetali

La scarpa con lacci più antica del mondo: il ritrovamento di Areni-1

La scarpa di cuoio con lacci più antica conservatasi integra è quella di Areni-1: fu scoperta nel 2008 in una grotta in Armenia e datata al radiocarbonio tra il 3627 e il 3377 a.C., cioè intorno al 3500 a.C. Ricavata da un unico pezzo di cuoio, presenta occhielli attraverso i quali passava una stringa di cuoio che la fissava al piede. Su Wikimedia Commons puoi vedere una foto della scarpa di Areni-1.

Come portavano i lacci gli antichi Greci e Romani

Gli antichi Greci prediligevano sandali con lacci di tipo «rawhide»: strisce di cuoio conciato fatte passare attraverso i fori del sandalo. Al contrario di quanto suggerisce il nome («cuoio crudo»), questi lacci non erano davvero di pelle non conciata: la pelle grezza, una volta asciutta, non è abbastanza flessibile per servire da laccio.

Sandali greci antichi con lacci

Anche i soldati romani allacciavano le loro calzature: i famosi sandali militari (caligae) si stringevano con strisce di cuoio sul collo del piede e sulla caviglia, e anche gli stivaletti chiusi affermatisi in seguito (calcei) esistevano in varianti con lacci. Ritrovamenti come le oltre 7000 scarpe di cuoio del forte romano di Vindolanda, presso il Vallo di Adriano, mostrano allacciature elaborate sia su calzature militari sia civili.

I lacci nel Medioevo

Al Museo di Londra si conserva un esempio di calzatura medievale del XIII secolo: una scarpa che si allacciava davanti e sul lato attraverso una fila di occhielli.

Storia dei lacci: scarpa medievale con lacci

Puntali: una piccola invenzione dal grande effetto

Se ti sei mai chiesto come si chiama la punta del laccio, la risposta è: puntale (in inglese, «aglet»). Queste punte piccole e spesso discrete alle estremità del laccio hanno un grande effetto: non solo facilitano il passaggio del laccio attraverso gli occhielli, ma lo proteggono anche dallo sfilacciamento.

I puntali di plastica puoi perfino ripararli o fabbricarli da solo: nella nostra guida per creare puntali stabili ti spieghiamo passo dopo passo come fare.

La storia dei puntali viene da lontano: punte rigide su corde e nastri degli abiti esistevano molto prima del laccio moderno. La parola inglese «aglet» è documentata già nel XIV secolo, e i puntali storici erano per lo più di metallo, a volte con decorazioni molto elaborate. Spesso si attribuisce all'inglese Harvey Kennedy l'introduzione, nel 1790, di una forma moderna di laccio con puntali, ma di questa storia tante volte ripetuta non esiste una solida prova contemporanea. Oggi dominano i puntali di plastica. «Aglet» deriva, attraverso il francese antico, da «aiguillette», diminutivo di «aiguille» («ago»): significa quindi «piccolo ago» – e la radice è la stessa parola latina, acus, da cui viene l'italiano «ago».

La serie Phineas e Ferb ha dedicato un intero episodio all'estremità del laccio: nella versione originale, l'episodio e la sua canzone si intitolano «A-G-L-E-T», e vi si lamenta la grande ingiustizia di quanto poco venga apprezzata questa invenzione. Una lamentela fondata: il puntale è un'invenzione importante e spesso ignorata, che facilita l'infilatura ed evita lo sfilacciamento.

I lacci attraverso i secoli: materiali, pregi e difetti

Nel corso dei secoli i lacci sono stati realizzati con materiali diversi, tra cui cuoio, cotone, canapa e seta. Il cuoio è stato il materiale più usato per la sua robustezza e durata. Ha però lo svantaggio di essere sensibile all'umidità e può rompersi o marcire facilmente. A metà del XX secolo sono comparsi per questo materiali sintetici come il nylon e il poliestere, più resistenti all'umidità e all'usura. Oggi i lacci vengono prodotti con una grande varietà di materiali: dal cotone al poliestere e al kevlar, fino alla plastica riciclata.

Lacci senza nodi: l'evoluzione dei sistemi di chiusura

Oltre ai materiali, anche i sistemi di chiusura dei lacci si sono evoluti nel tempo. Oggi esiste una grande varietà di sistemi di lacci elastici che rendono superfluo il laborioso annodare. Permettono di infilare e togliere le scarpe rapidamente, senza pensare ai nodi: un'opzione particolarmente apprezzata da bambini, sportivi e da chiunque tenga alla comodità.

Domande frequenti sulla storia dei lacci

Qual è la scarpa con lacci più antica del mondo?

La scarpa di cuoio con lacci più antica conservatasi integra è quella di Areni-1, ritrovata in una grotta in Armenia e datata tra il 3627 e il 3377 a.C., cioè intorno al 3500 a.C. Attraverso i suoi occhielli passava una stringa di cuoio che la fissava al piede.

Come chiudeva Ötzi le sue scarpe?

Ötzi, vissuto oltre 5300 anni fa, chiudeva le sue scarpe con corde di fibra vegetale, che facevano le veci dei lacci. La suola era di pelle d'orso e la tomaia di cuoio di cervo; una rete interna di fibra di tiglio tratteneva erba secca come isolamento termico.

Come si chiama la punta del laccio?

La punta all'estremità del laccio si chiama puntale (in inglese, «aglet»). Facilita il passaggio del laccio attraverso gli occhielli e lo protegge dallo sfilacciamento. «Aglet» deriva dal francese antico «aiguillette», «piccolo ago» – dal latino acus, la stessa radice dell'italiano «ago».

Da quando esistono i puntali?

Da molto prima di quanto si affermi di solito: la parola inglese «aglet» è documentata già nel XIV secolo, e le punte metalliche su corde e nastri degli abiti erano comuni già nel Medioevo. La popolare attribuzione a Harvey Kennedy (1790) è priva di prove solide. Oggi dominano i puntali di plastica.

Con quali materiali si facevano un tempo i lacci?

Nel corso dei secoli con cuoio, cotone, canapa e seta. Il cuoio è stato il più diffuso per la sua robustezza, pur essendo sensibile all'umidità. A metà del XX secolo sono arrivati il nylon e il poliestere; oggi la gamma va dal cotone al kevlar fino alla plastica riciclata.

Conclusione

I lacci hanno una storia affascinante che risale all'Età della Pietra: dalle corde vegetali di Ötzi alla stringa di cuoio di Areni-1 fino ai moderni sistemi elastici, materiali e chiusure non hanno mai smesso di evolversi. E se vuoi altre sorprese sul mondo dei lacci – dal record mondiale al codice segreto delle spie – le trovi nei nostri 16 fatti sorprendenti sui lacci.

Fonti e riferimenti

  1. Museo Archeologico dell'Alto Adige: L'abbigliamento di Ötzi – struttura delle scarpe, rete di fibra di tiglio, erba isolante, chiusura con corde vegetali.
  2. Pinhasi et al.: First Direct Evidence of Chalcolithic Footwear from the Near Eastern Highlands (PLoS ONE, 2010) – la scarpa di Areni-1, datazione 3627–3377 cal BC.
  3. Wikimedia Commons: Foto della scarpa di Areni-1 – con autore e licenza.
  4. Trimontium Museum: Caligae – l'allacciatura dei sandali e degli stivaletti militari romani.
  5. Online Etymology Dictionary: Aglet – origine della parola (francese antico «aiguillette», «piccolo ago») e prime attestazioni nel tardo Medioevo.